Social Media per agenzie di viaggio e turismo: una premessa.

Il mondo delle agenzie di viaggio sembrava dovesse scomparire per sempre con l’avvento del web 2.0, ma in realtà non è stato così paradossalmente gli esercizi sono rimasti quelli e le persone continuano ad entrarci. La necessità da parte del cliente di essere rassicurati e consigliati risulta ancora essere il cordone ombelicale che lega le agenzie al potenziale cliente.
A questo punto la domanda è lecita: cosa ci devono fare le agenzie di viaggio con i social media?
Oggi, ancor di più si sente il peso della globalizzazione, ed i mercati grazie al web sono aperti e concorrenti. Un mercato al cui interno è impossibile giocare solo sul fattore prezzo come strategia competitiva. La piazza competitiva si è spostata dalla transizione alla relazione, ed è proprio attraverso gli strumenti messi a disposizione dal web che viene intrapresa, amplificata e mantenuta la relazione.
Relazione e Long Tail oggi sono le parole chiave, sia per le agenzie incoming che outgoing. Le prime devono agire a livello glocal, vale a dire inserirsi in un contesto globale, oggi molto più semplice grazie agli strumenti del web 2.0, mettendo a disposizione informazioni ed intrattenendo relazioni concernenti il prodotto specifico turistico promo-commercializzato.
Le agenzie di viaggio outgoing, prese in considerazione per spostamenti a lungo raggio o pacchetti turistici strutturati all’estero, dove lo scambio di informazioni è spesso continuo e la rassicurazione è l’elemento fondamentale (si pensi a visti, vaccinazioni etc.), in questo caso i social media riescono ad avere un ruolo strategico di supporto al cliente, ma non solo, l’efficacia della long tail è un buon alleato di ricerca sui motori di ricerca che sui social media. La specializzazione, quindi, su determinate categorie di prodotti turistici, enogastronomia, ciclo turismo e così via, (chiamarle nicchie è riduttivo solo il cicloturismo ha un volume d’affari di cinque miliardi di Euro) risulta essere un altro terreno sulla quale competere.
Bisogna creare valore non per il cliente ma con il cliente in modo da riuscire a costruire quel capitale sociale positivo che inserendosi nei contesti digitali crea la brand reputation, ma tutto ciò è possibile solo attraverso i canali social.

Giovanni Cerminara