Oggi le attuali forme di comunicazione possono essere di enorme aiuto per la promozione delle destinazioni turistiche, infatti recentemente hai organizzato un social media team in occasione dell’ultima edizione della Festa dell’Uva a Capoliveri (Isola d’Elba).
G.C.: Quali sono state le motivazioni che ti hanno spinto ad utilizzare i social network?
R.V.: L’idea è partita quasi come una provocazione dal mio blog Officina Turistica, dopo le mie esperienze nei social media team di BTO Firenze (che si terrà il prossimo novembre), BTO delle Isole e Toscanalab (Internet Better Life) e dopo molti contatti con operatori locali e enti di promozione turistica ho maturato la convinzione che in un paese ancora abituato a far promozione coi comunicati stampa e grazie al fatto che in rete conosco persone che conoscono altre persone, se mettevo insieme i contatti delle mie reti, la visibilità che la festa poteva ottenere sarebbe stata molto maggiore di quella che potrebbe mai aver ottenuto spammando redazioni annoiate.
R.V.: Ho prima cercato il sostegno di operatori turistici locali e l’APT per poter ospitare gratuitamente i blogger, successivamente abbiamo interpellato il Comune di Capoliveri proponendo loro l’esperimento Social Media Team che è stato accettato subito e con grande interesse: ci è stato messo a disposizione un gazebo in piazza con la connessione internet, così come in occasione della festa è stata dotata di wi-fi la piazza principale del paese. Inoltre l’Associazione Verdi che organizza l’evento ha ospitato i blogger all’interno dei rioni facendoli partecipare attivamente alla festa.
R.V.: Non c’è stata una strategia vera e propria, era un esperimento, una sorta di numero zero. L’unica cosa alla quale abbiamo prestato particolare attenzione è stato l'”assortimento” dei vari blogger. Avevamo poco tempo e quindi ci siamo limitati ad una decina di elementi che abbiamo “mischiato” con elbani particolarmente attivi sui social network. E’ così che abbiamo privilegiato blogger con formazione umanistica e brillanti tesi di laurea in scienze della comunicazione così Ivo Riccio, elbano si è ritrovato vicino a blogger più esperte come Francesca Turchi o Elena Farinelli, Tommaso Galli, capoliverese e Alessandro Beneforti di San Piero hanno messo a disposizione le loro immagini per tutto il social media team. Abbiamo quindi scelto blogger di viaggi, di enogastronomia, una wedding planner, e per motivi tecnici proprio per avere dei feedback sull’organizzazione anche due affermate consulenti di web marketing tra le quali Alessandra Farabegoli.
R.V.: Non ho ancora le statistiche (dovrebbero arrivare tra una decina di giorni) ma senza dubbio la Festa dell’Uva ha beneficiato di una copertura eccezionale in rete in particolare sui blog, su Facebook e su Twitter. Prima di questo esperimento esistevano pochissimi contenuti sulla festa e per giunta particolarmente vecchi. Abbiamo messo in connessione i blogger con l’ufficio stampa del comune e lo scambio di informazioni, la quasi totalità incrociatasi sui social network, ha fatto sì che la festa sia più organicamente presente sui motori di ricerca e vi siano numerosi contenuti pertinenti e aggiornati. Ho solo dei dati parziali che però sono indicativi: la galleria fotografica di Tommaso Galli ha ricevuto circa 2000 visite, i post su Officina Turistica relativi al social media team e alla festa sono stati letti oltre 3000 volte e hanno ricevuto oltre 190 like. I blog che hanno fatto parte del social media team hanno beneficiato di migliori valutazioni nelle classifiche di Wikio. La cosa più simpatica è quando alcuni elbani si riconoscono nei racconti dei blogger e ne vanno molto fieri.
R.V.: Difficoltà vere e proprie nessuna, un po’ di problemi di coordinamento e logistica dovuti al fatto che si era alla prima esperienza. L’ospitalità elbana è eccezionale e se c’è stato qualche intoppo ti posso assicurare che è stato sovrastato dalla meravigliosa ospitalità dei capoliveresi. Addirittura c’è stato un eccesso di proposte per far vivere il paese ai bloggers i quali ad un certo punto hanno chiesto di poter avere un attimo di tregua per poter scrivere le emozioni che provavano.
G.C.: Quanto conta conoscere la blogosfera?
R.V.: Molto, in particolare per la fase progettuale dell’idea: l’aver fatto parte di altri social media team è stato determinante. Così come è stato determinante conoscere alcuni blogger che ne hanno segnalati altri. Un’esperienza che da subito ha visto l’appoggio di Mirko Lalli di Fondazione Sistema Toscana, dei colleghi di WTM c-Magazine che hanno sostenuto e rilanciato i vari post in particolare prima dell’evento, in particolare Roberta Milano e Antonello Maresca.
G.C.: Ci descrivi sinteticamente quali sono state le funzioni del blogger?
R.V.: Credo che il trucco stia nel fatto di riuscire a coinvolgerli nell’evento senza condizionamento alcuno: abbiamo fornito loro le informazioni necessarie, li abbiamo accompagnati nei luoghi più belli nella zona dell’evento e poi li abbiamo letteralmente scaraventati nella festa. Per rispondere a questa domanda rubo una frase usata in BTO: abbiamo chiesto ai bloggers di fare i bloggers, nient’altro. Lo storytelling per essere efficace deve essere onesto, non condizionato e autentico. Se hai letto i vari post della festa non avrai avuto difficoltà a trovarvi queste caratteristiche.
Grazie per lo spazio che mi hai concesso, ci vediamo presto.

