Severino diritto di dirlo, ma disapprovo il bavaglio ai blog!

Illustre Ministro, mi chiamo Giovanni Cerminara, e questo che segue è un post per esprimere il mio disappunto in merito al “bavaglio” sui blog. 

La famosa frase “Disapprovo quello che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo”, attribuita a Voltaire, (in realtà è una citazione della biografia Evelyn Beatrice Hall) ha un valore (o almeno spero lo abbia ancora) e richiama il sacrosanto diritto di esprimere la propria opinione. Il punto attorno al quale bisogna riflettere, secondo il mio modesto parere, non è proprio sul libero arbitrio (caratteristica – fortunatamente – in possesso di ogni singolo individuo, sul quale bisognerebbe aprire un blog ad hoc ;)) quanto sulla libertà di esprimere un’opinione. 

Una libera opinione che nei secoli che ci hanno preceduto tanto è stata cercata, ed ottenuta a fronte di un caro prezzo che molti hanno pagato con la vita. 

I tempi sono cambiati, la società in cui viviamo si è decisamente evoluta in ogni suo aspetto (bene o male non sta a me di sicuro dirlo), ma posso dire di essere un uomo libero di esprimersi, e devo dire grazie a chi prima di me ha combattutto duramente per permettermi di scrivere liberamente ciò che penso. La realtà dei fatti gentile ministro, è un’altra! Forse è utile considerare anche il processo inverso, mi riferisco al fatto che in questa bella e maledetta Italia, poco si ascolta. E chi poco ascolta chiaramente poco comprende.

Ciò che vede/legge sul web altro non è che l’amplificazione di ciò che viene raccontato vis-à-vis tra individui qualsiasi, e che proprio come individui esprimono e scambiano pareri di qualsiasi natura essi siano. 

Un arcivescovo di una nota città qualche giorno prima di ricoprire il ruolo mi disse: “Caro Giovanni, siamo realisti, dove ci sono gli uomini ricordati ci sarà sempre qualcosa che non va, ma è normale, hai mai visto dei luoghi perfetti tu?” Risposi di no (a testa bassa, incredulo che un uomo di quello spessore mi spiattellava la nuda e cruda realtà dei fatti, anziché parlami dei classici discorsi di chiesa). Tutto ciò ha il chiaro scopo di affermare che qualsiasi cosa ha una duplice faccia, una positiva e l’altra negativa, e questo gentile ministro lo sa meglio di me.

Il vantaggio esistente della comunicazione effettuata online sta nel fatto che può essere tracciata, grazie a strumenti preziosi ed utili come gli alert, che servono a monitorare le conversazioni online. 

Sempre per logica inversa, chi vorrebbe compiere gesti insulsi potrebbe benissimo prendere un normalissimo foglio di carta formato A3, piegarlo e farci una “rivista” di quattro paginette per poi farlo girare tranquillamente e senza problema alcuno (ci siamo dimenticati i famosissimi “pizzini”?!?). 

Piuttosto si dovrebbe puntare su un sistema di monitoraggio adeguato ed all’avanguardia, che abbia il compito di scandagliare la rete cosicché nel caso un individuo stia commettendo reato venga sanzionato com’è giusto che sia. Ne conviene quindi che a mancare siano gli organismi di controllo, inoltre in relazione a quanto si è discusso sui tavoli ministeriali a proposito del digital divide, il bavaglio dei blog sembra essere in netta contrapposizione. Il digital divide quindi non è solo un problema infrastrutturale bensì intellettuale. 

Concludo, ancora una volta dicendo che “Disapprovo quello che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo”.

Giovanni Cerminara