Il futuro del search marketing nel mondo del Travel

Stavo leggendo questo interessante articolo pubblicato su tnooz relativo all’evoluzione del search marketing nel mondo del Travel, di seguito la traduzione dell’articolo che reputo molto interessante.

Chiunque gestisce un business online sul mondo del travel è già ben consapevole dei ritmi frenetici e dei cambiamenti nel mondo del search marketing.

Negli ultimi due anni siamo stati sottoposti ad un bombardamento incessante di aggiornamenti degli algoritmi dei cambiamenti tecnologici e nel modo in cui i motori di ricerca si sono organizzati per dare priorità ai nostri siti web nei risultati.

Tanto è già stato detto sugli aggiornamenti di Google Panda, l’integrazione dei social media nel più ampio ecosistema on-line, l’introduzione della ricerca sociale con Google + e dell’alleanza Facebook-Bing.

È abbastanza chiaro che cosa questi cambiamenti significhino per il marketing online, e come bisogna adattarsi per accoglierli.

Meno si è discusso su cosa significano tutte questi cambiamentei considerando una logica di insieme e ciò che si presenterà nel futuro del search marketing inteso nel suo complesso.

Considerando tutti questi cambiamenti insieme, non vedendoli quindi in singole parti ma facenti parte di un unico processo, si evince chiaramente il cambiamento dei paradigmi nel funzionamento di come funziona il search marketing.

Un Cambiamento – continua l’autore – che presenta rischi reali e diretti per molte imprese di viaggio online, ma che allo stesso tempo offre anche grandi opportunità a tutti coloro che sono flessibili e in grado di adattarsi.

Il cambiamento di paradigma in questione è il passaggio graduale, ma inarrestabile, verso il concetto di performance dei contenuti come segnale principale di pertinenza dei siti web e autorevolezza degli stessi.

Considerando che i motori di ricerca del passato si fondavano su diversi indici quantitativi per stimare il valore di un sito per l’utente (link in entrata, il volume dei contenuti di base, SEO, ecc), i motori di ricerca di un futuro molto prossimo approcceranno a valutazioni qualitative, prenderanno in considerazione cioè la qualità e l’utilità dei contenuti, utilizzando il valore del giudizio soggettivo per classificare ogni sito.

La loro logica è inconfutabile: SEO is a fundamentally spammable art. È possibile acquistare link, pubblicare contenuti spazzatura e dare ad un sito web la pretesa di essere autorevole.

Ma i motori di ricerca e gli utenti non vogliono di sicuro che tra i primi dieci risultati delle serp compaiano siti poco autorevoli. Vogliono vedere siti web realmente utili, rispettabili ed autorevoli, premiando i siti con prestazioni ad alto contenuto, ed è ciò che si otterrà.  
In che modo? Beh in realtà è più facile di quanto sembri, soprattutto per l’esercito di geni che sta lavorando su questa roba nella Silicon Valley.

L’expertise acquisita dai motori di ricerca è ormai così avanzata che i motori principali sono in grado di monitorare ciò che accade quando i visitatori arrivano su un sito web, sono a conoscenza di come si comporta un utente all’interno e cioè che cosa fanno e come interagiscono con il contenuto.

Riescono in questo intento, analizzando:

  • La percentuale di visitatori che lasciano senza aver visitato le pagine più (frequenza di rimbalzo elevata);
  • Il tempo medio trascorso sul sito;
  • Il numero di pagine visitate per sessione;
  • Se gli utenti bloccano manualmente un sito dai loro risultati di ricerca;
  • Il volume e la frequenza delle interazioni attraverso i social media.

Questo ultimo punto è particolarmente importante, in quanto si tratta di comprendere di cosa si sta parlando, vale a dire social media come fattore che contribuisce al canale di ricerca non solo come mezzo di comunicazione sociale fine a se stesso.

La ricerca personalizzata, recentemente introdotto in pompa magna da Google “Search Plus Your World”, significa che le interazioni sociali sotto forma di contenuto, avranno un impatto diretto sulla classifica web nei risultati di ricerca.

Più semplicemente, se il contenuto genera “buzz”, sotto forma di commenti, condivisioni +1, tweet, ecc, non solo aumenta la sua esposizione sulle stesse piattaforme sociali, ma anche nei risultati di ricerca universali, i quali hanno iniziato a tener conto del comportamento dei nostri amici e delle reti nei risultati che vengono visualizzati quando si cerca.

Un altro punto veramente importante e che il traffico inviato tramite Facebook al sito web di viaggi tende a convertire con tassi molto bassi, rispetto al traffico inviato dai risultati organici di ricerca su Bing o Google che converte molto bene. 

Così, il sito di viaggi di successo del futuro deve essere ricco di utili ed informativi, contenuti di che riescano ad intrattenere e ad offrire valore. Contenuti straordinariamente buoni tali che possano generare segnali positivi per i motori di ricerca,  continuamente a caccia di contenuti performanti.

Ciò significa che abbiamo urgente bisogno di riformulare il nostro modo di pensare a siti web di viaggi. Essi non dovrebbero più essere visto come un una brochure online, relativa unicamente alla promozione e la vendita di prodotti/servizi di viaggio. I siti web di viaggi devono essere convertiti in intere biblioteche di risorse che possono ispirare e coinvolgere i viaggiatori e potenziali clienti.

Le possibilità sono quasi infinite, e sono limitate solo dalla fantasia e dal budget:

  • blog di viaggio
  • Notizie sulla destinazione e consigli di viaggio
  • Dettagliate guide turistiche scaricabili
  • Mappe interattive della destinazione
  • Gallerie immagini
  • Orari di apertura del museo
  • Recensioni dei ristoranti
  • Guide fotografiche

Siamo tutti esperti nelle nostre destinazioni di viaggio e il mondo è pieno di viaggiatori che hanno bisogno di tali informazioni. 

La chiave è nella identificazione del pubblico offrendo loro quello che vogliono e di cui hanno bisogno.

Ma la cosa più importante da riconoscere è che il contenuto deve diventare straordinariamente buono. E questo è propriamente un compito facile.

E’ per questo motivo che le imprese di viaggio online devono sin da ora iniziare a pensare molto attentamente a come investiranno i loro budget di marketing nel futuro (prossimo).

Strategie di marketing della ricerca che si basano su link building a scapito dello sviluppo dei contenuti sono destinati a fallire, lasciando alle imprese la prospettiva di affidarsi a costose campagne PPC. 

Ma per una frazione del costo del budget dedicato al PPC, è possibile creare una completa ed esauriente strategia di sviluppo dei contenuti tale da posizionare i siti web di viaggi su solide fondamenta per la prossima era basata sulle performance dei contenuti prodotti.

E voi cosa ne pensate??

Giovanni Cerminara