Keyword e posizionamento da usare con cautela

Spesso si è spinti dalla irrefrenabile voglia di essere ricercati e trovati, dall’euforia di comparire nelle prime pagine dei motori di ricerca, di convertire, di disintermediare.. forti ormai della convinzione che le prime posizioni siano fonte di reddito. Così si iniziano ad immaginare scenari impossibili che non trovano alcun fondamento logico, ma che producono in un sistema complesso come può essere un’impresa (turistica) gli effetti della farfalla che sbatte (in modo maldestro) le ali. Spesso si è esaltati dal fatto che si è rintracciabili sui motori di ricerca con  keywords in linea con i servizi offerti dall’hotel, e ci si vuole spingere oltre, volendo che l’hotel sia rintracciabile anche con keywords poco (o per nulla) aderenti con i prodotti/servizi offerti.

A nulla servono i dati di Google Analytics, anche se parlano chiaro: elevati traffici dai risultati organici (per le keywords inadatte) ed altrettante frequenze di rimbalzo, con un tempo medio sul sito di neanche un minuto. Avevano ragione Disraeli, Twain e Reagan, le statistiche non sono altro che grosse bugie. Per quanto sono dati negativi, comunque rincuorano, anche perché chi è attento sa benissimo che sul web gli effetti seguono la causa da vicino, nel tempo e nello spazio. Tuttavia nella teoria dei sistemi esistono anche i ritardi, che appunto non si manifestano immediatamente ma successivamente e le cui conseguenze investiranno diverse aree dell’organizzazione.

 
Ma cosa succede nel momento in cui avviene una prenotazione da parte di un utente? chiaramente le keywords sono rintracciabili ma non l’utente che ha rintracciato l’hotel con quella stessa keywords, i rapporti non sono 1:1, pertanto la recensione negativa è prossima!
Parliamoci chiaro un hotel è diverso da villaggio sul mare per vacanze, se non a livello di prezzo si riconoscerà almeno la differenza di concept di vacanza!! (o almeno così studiavo in psicologia del turismo… che google, tramite l’algoritmo, abbia cambiato anche questo…possibile O-o!).
A scanso di equivoci e come onere probatorio vi presento gli esiti della mia breve indagine: c’erano diverse recensioni, ma ho preso quelle più significative.

 

 

 

Il punto su cui riflettere sta nell’errore di considerare l’hotel per vacanze assimilabile al villaggio. Per quanto nel corso del tempo le due categorie sono state spesso assimilate per via delle formule all inclusive, risultano diverse nel concept di vacanza.
Da notare come nel titolo della recensione viene subito messo in evidenza che si tratta di un hotel e non di un villaggio.
Ma oltre ad essere presenti sul web con keywords inadatte, solitamente questa tipologia di hotel (pseudo villaggi) sono anche rappresentati nei cataloghi di T.O. ed Agenzie di Viaggio.
E voi cosa ne pensate??
Giovanni Cerminara