Spesso si è spinti dalla irrefrenabile voglia di essere ricercati e trovati, dall’euforia di comparire nelle prime pagine dei motori di ricerca, di convertire, di disintermediare.. forti ormai della convinzione che le prime posizioni siano fonte di reddito. Così si iniziano ad immaginare scenari impossibili che non trovano alcun fondamento logico, ma che producono in un sistema complesso come può essere un’impresa (turistica) gli effetti della farfalla che sbatte (in modo maldestro) le ali. Spesso si è esaltati dal fatto che si è rintracciabili sui motori di ricerca con keywords in linea con i servizi offerti dall’hotel, e ci si vuole spingere oltre, volendo che l’hotel sia rintracciabile anche con keywords poco (o per nulla) aderenti con i prodotti/servizi offerti.
A nulla servono i dati di Google Analytics, anche se parlano chiaro: elevati traffici dai risultati organici (per le keywords inadatte) ed altrettante frequenze di rimbalzo, con un tempo medio sul sito di neanche un minuto. Avevano ragione Disraeli, Twain e Reagan, le statistiche non sono altro che grosse bugie. Per quanto sono dati negativi, comunque rincuorano, anche perché chi è attento sa benissimo che sul web gli effetti seguono la causa da vicino, nel tempo e nello spazio. Tuttavia nella teoria dei sistemi esistono anche i ritardi, che appunto non si manifestano immediatamente ma successivamente e le cui conseguenze investiranno diverse aree dell’organizzazione.
Ma oltre ad essere presenti sul web con keywords inadatte, solitamente questa tipologia di hotel (pseudo villaggi) sono anche rappresentati nei cataloghi di T.O. ed Agenzie di Viaggio.



