Marketing turistico: tra Psicologia e Web

Lo scenario attuale che stiamo vivendo è molto esagitato ed in continua evoluzione, dominato da stravolgimenti, crisi, elementi che non possono non infondere insicurezze e dubbi sul proprio operato e sulle proprie valutazioni.
Internet, Duepuntozero, mobile-tourism sono elementi che hanno, e stanno cambiando, il modo di interagire con il turista si pensi ai social media. Sta cambiando il modo di pensare la propria vacanza, al modo di spostarsi sempre più guidati da strumenti mobile.
Ma c’è qualcosa che il web non considera molto, a mio modo di vedere e dovrebbe far riflettere.
Il turismo principalmente basa, per fortuna, le sue fondamenta su studi psicologici legati principalmente alle motivazioni che spingono le persone a muoversi e ad andare in vacanza.
Chi si occupa di turismo dovrebbe esserne pienamente consapevole. Consapevole del fatto che il turista sceglie la destinazione innanzitutto. Immagina, ipotizza, osserva ciò che il territorio può offrire in maniera tale da riuscire a vivere una gradevole vacanza in linea con le proprie aspettative. Una struttura quindi si trova ad operare all’interno di una location, ma ne rimane subordinata ad essa.
Ragionando in quest’ottica si denota come molte destinazioni turistiche “si vendono da sole”, ed un hotel per essere trovato ha necessità di distinguersi sul piano dei servizi offerti attivandosi e concentrandosi in keyword che proseguono in questa direzione.
Tuttavia molte destinazioni presentano un elevato tasso di stagionalità, ma non per questo un hotel è costretto a chiudere battenti. Alcuni hotel si adoperano cercando nuove idee per nuovi clienti. Ricercando e captando ogni minimo impulso della domanda. In tal senso nelle strategie del web si avverte la necessità di arricchire le keyword ragionando stavolta nell’ottica della destinazione e di tutto ciò che ruota intorno ad essa, ma che sia attinente al turismo.
Investire soltanto su determinate keyword rappresentative di servizi offerti dalla propria struttura, che siano esse due parole o che siano frasi più descrittive (long tail) non basta. I risultati spesso producono effetti deludenti.
Diversificare dunque, è un’operazione molto importante quanto articolata anche sul web. Diversificare significa però aver assimilato tutti i segnali del mercato e captato le “nuove” esigenze del turista per andargli incontro con un’offerta ad hoc, pronta per essere trovata sul web.
Ecco quindi servito uno spunto in più per iniziare una nuova azione di marketing sul web che potrebbe rispondere alla domanda
– Cosa spinge dunque un turista a scegliere una particolare destinazione rispetto ad altre?
Per offrire un contributo personale, una destinazione deve avere la capacità di farsi scoprire sotto vari aspetti e quindi adattarsi ad un numero seppur finito di tipologie di turisti.
Una destinazione bisogna che sia facilmente rintracciabile: deve fornire chiare indicazioni ed informazioni e laddove non sia possibile per motivi di inoperatività pubblica, spetta agli operatori tale compito.
Il blog è uno strumento potentissimo in rete, leggero, rende l’idea, ha la caratteristica di vendere anche se di vendita non parla, può creare attesa ed aspettative ed è uno ottimo strumento di promozione.
Anche Facebook ad esempio con le sue fan page, oltre a promuovere le offerte offre la possibilità di instaurare un rapporto di comunicazione diretto con clienti e con i prospect. Facebook in questo senso ha lo scopo di “internalizzare” il cliente, di renderlo partecipe delle nostre attività, creando e concedendo spazi dedicati a loro e per loro con foto e video.
Le difficoltà ora non sono quelle di reperire le risorse ma di utilizzo delle stesse.
Giovanni Cerminara