Corona Virus impatto hotel e turismo

In che modo il coronavirus ha cambiato lo scenario turistico

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Ciò che più sorprende e ci fa restare increduli e inermi è la velocità con cui il virus si propaga da persona a persona i cui effetti sono devastanti, ed è proprio con la stessa velocità e con altrettanti preoccupanti effetti che si è già diffuso sull’economia.

Il comparto turistico è -forse – il settore dove si sono registrate le maggiori perdite le cui ripercussioni sono state immediate, dirette e indirette – e purtroppo – ce ne saranno di altre: ritardate con altrettanti effetti.

Ciò che è certo è la rapidità con cui le persone vengono influenzate e condizionate nelle loro abitudini e nel loro modo di ricercare un prodotto o un servizio alberghiero.

Questa breve analisi della domanda mostra gli effetti immediati che il coronavirus ha avuto sulla ricerca degli utenti. Il grafico mostra l’andamento della ricerca e le relazioni esistenti tra coronavirus e hotel (e strutture ricettive in genere): e i risultati sono “drammaticamente spettacolari”.

Prendendo come guida la serie del Corona Virus (linea blu) è davvero impressionante notare in che modo cambiano le abitudini di ricerche e come queste siano sensibili all’argomento corona virus. Infatti è “curioso” osservare come man mano che aumentano le ricerche relative al corona virus diminuiscano quelle riferite all’hotel.

Stessa cosa nel momento in cui – fine febbraio primi giorni di marzo – i vari media nazionali avevano gettato acqua sul fuoco sulla vicenda attribuendo – di conseguenza – fiducia agli utenti che hanno iniziato nuovamente a ricercare un qualsiasi hotel della Penisola. Nel grafico ho ritenuto opportuno analizzare anche il maggior player del mercato Booking.com e Airbnb i quali possono essere considerati – a buon diritto – i reali rappresentanti del mercato turistico alberghiero in Italia. Da come si può vedere i dati sono drammatici e lo dimostra il netto “appiattimento” della ricerca.

Per avere una corretta e migliore panoramica e capire quello che sta succedendo bisogna fare un passo indietro paragonando i volumi di ricerca delle serie appena analizzate rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Chiaramente non essendoci traccia del coronavirus, le ricerche in merito a Hotel e Booking.com erano rispettivamente quasi quattro volte in più dei dati attuali. Sicuramente è difficile calcolare le perdite economiche del mercato e le ripercussioni su questo calo drastico della domanda.

Alla luce di quelli che sono i (pessimi) dati, sicuramente è difficile prospettare degli scenari positivi sul mercato turistico italiano, e con buona probabilità solo attraverso la collaborazione pubblico-privata che si possono risollevare le sorti del sistema turistico che ha già stimato perdite di 7 miliardi (qui un approfondimento).

Provo ora fornire dei ragionamenti.

Il Processo d’Acquisto

In un contesto drammatico come quello che stiamo vivendo dobbiamo riporre al centro, e con una certa urgenza, il potenziale cliente. I grafici ci mostrano, oltre all’appiattimento della ricerca, che forse oggi più che mai l’informazione influenza la nostra vita e la nostra sicurezza.

E’ una fase molto delicata, dove l’elemento cardine che muove i mercati (reali, monetari e flussi turistici) è ai minimi storici e mi riferisco, più degli altri, al fattore fiducia. A questo si lega un altro elemento veramente molto impattante: ovvero la componente di rischio.

Entrambi gli elementi oltre che ad avere a che fare con variabili di tipo economiche (lavoro e reddito) richiama a sé, naturalmente, la sicurezza della propria salute.

Le domande che allora occorre porsi sono:

Come si può trasmettere fiducia, oggi?

In che modo è possibile abbattere le componenti di rischio?

Da dove bisogna partire?

Tralasciando, almeno in questa sede, i possibili, necessari e doverosi aiuti di Stato al comparto, ciò che – di questi tempi – è estremamente importante per chi si occupa di ospitalità (a tutti i livelli) iniziare a pensare in questa direzione, strutturando una strategia interamente basata – almeno nelle fasi iniziali – su di una comunicazione che abbia queste due direttrici: fiducia e rischio.

E’ necessario rivedere il concetto di processo di acquisto del turista e una volta identificato cercare di capire la strategia corretta per andare ad intercettarlo.

Informazione, chiarezza e trasparenza saranno sicuramente le conditio sine qua non di questo nuovo approccio subordinate al “nuovo” prodotto da promuovere e commercializzare. Già! un prodotto rivisto in tutto e per tutto, perché chi avrà la possibilità di andare in vacanza ha bisogno di garanzie sia dal lato del prodotto sia dal lato della commercializzazione dello stesso. Garanzie che hanno l’obiettivo di abbattere i rischi:

  • Di contrarre il Virus
  • Di poter rientrare dei propri soldi

“La coperta sarà troppo corta”, il mercato domestico per forza di cose non soddisferà tutti, pertanto brand e garanzie sono gli unici elementi che potrebbero trasmettere fiducia in un mercato – oggi – troppo ristretto per la nostra offerta.

Le strutture turistiche sono dunque chiamate a rivedere azioni e strumenti. Richiamandomi ai principi strategici del metodo del ConnectionFunnel®, oggi più che mai il mercato risponderà alle logiche di capitalizzazione: chi ha saputo gestire meglio i propri clienti in passato avrà più facilità di raggiungere degli obiettivi.

C’è da considerare, che oggi per raggiungere il 50% del fatturato non basta solo l’ambizione ma c’è necessità di un gran progetto.

C’è dell’altro…

Il concetto di capitalizzazione va anche esteso a tutte quelle destinazioni le quali dovrebbero dotarsi di piani di comunicazione e di strumentazione tale da poter intraprendere importanti azioni basate sulla generazione di fiducia e abbattimento del rischio.

Gli sforzi pubblici-privati devono essere sinergici e coordinati, ognuno deve assolvere ai propri compiti per tempo. Forse più che mai oggi questa cooperazione potrebbe aiutare veramente molto il turismo.

Considerando che tutto inizia ad “essere più chiaro” in merito a orizzonti temporali e riaperture, con il prossimo articolo cercherò di ragionare e delineare quali potrebbero le giuste procedure da intraprendere alla luce soprattutto dei pareri dei comitati tecnici scientifici.

Buon Lavoro

ps: Sperando che esca subito un vaccino, così da poter considerare questo articolo, soltanto carta straccia.



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