Hotel, strategie social – un case study

Vi avevo lasciato con:

La strategia rappresenta il modo in cui raggiungiamo i nostri obiettivi. Una serie di operazioni separate la cui scelta non è unica e i cui esiti non sono sicuri.”
Partendo da quest’assunto, vorrei cercare di offrire una spiegazione a ciò che potrebbe essere  inteso veramente strategico dei Social Media, considerando un caso aziendale di un Hotel, di cui ho preferito oscurare il nome per diverse ragioni.

Come si può qui accanto  osservare l’hotel ha applicato differenti tipologie di interventi la prima direttamente sul sito internet, facendo dello strumento social un vero e proprio strumento di offerta facebook

Oggi si sente sempre più frequentemente parlare di disintermediazione nel turismo, e di come attraverso gli strumenti del web 2.0  e di comunicazione dei social media sia possibile quanto meno limitare l’intermediazione. Qui a destra se notate nel testo dell’immagine c’è scritto: uno sconto speciale del 12%, e il secondo sconto è più standard pari al 10 %. Dato per assunto che i costi di intermediazione dei tour operator variano dall’8 al 15 %, che dire il vantaggio è assicurato comunque. 

Per usufruire dello sconto e dunque richiamare l’utente all’azione [o call to action] l’hotel in questione ha addirittura aggiunto nel booking engine  la voce di richiamo [il testo evidenziato nell’immagine], disponibile una volta effettuata la registrazione rispettando i 4 passi che vi ho “inquadrato”.
Quindi sono state effettuate due modifiche una prima puramente puramente tecnica, di rapidi interventi operati direttamente sul sito, una seconda se volete ha carattere di marketing. 
L’attività social su facebook però è molto lacunosa: sulla Pagina Fan (lasciatemi passare il nome] infatti nonostante i commenti siano positivi tuttavia non c’è ombra di risposta, lasciando gli utenti [me compreso] che hanno alloggiato a farsi i mologhi.

O addirittura a perdere un potenziale cliente [a meno che non abbia preso il telefono]

Beh di sicuro una bella iniziativa, ma a livello social c’è ancora da lavorare.

Giovanni Cerminara